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Libri 2017

I protagonisti del Fidenza PsicoFestival sono anche autori di importanti opere nei loro settori di interesse.
Ecco alcuni esempi di cui sarà interessante parlare con i loro autori

 
 
"Magica è la notte a Praga con Kafka" di Annarita Briganti (La Repubblica, 10 giugno 2017)

Autore di una trentina di libri, metà dei quali scritti come ghostwriter, direttore di una libreria milanese (Verso, in corso di Porta Ticinese), insegnante di scrittura creativa, il segreto di Davide Mosca, come ammette lui stesso, è che dorme poco, oltre all'amore, evidente, per la parola scritta. Nato a Savona nel ‘79, residente a Milano, Mosca pubblica ora il suo primo romanzo per Mondadori, Le notti nere di Praga, un thriller storico in cui tutti i personaggi sono alla ricerca della pietra filosofale. Il protagonista di quest'avventura, che mischia realtà e finzione, è Franz Kafka (1883-1924). Una versione inedita dello scrittore praghese. Non solo l'intellettuale, reso immortale da La metamorfosi e Il processo, ma anche l'uomo attratto dalle donne e l'impiegato assicurativo, un po' frustrato, che si trasferisce davvero in via degli Alchimisti e, forse, chissà, subisce il fascino di una città impregnata di magia.
 
 
"Una frase lunga un libro" di Gianni Montieri (Poetarum Silva)

"La vita resta e finisce / anche così, / in questa scrittura / che si cancella, / in questa voce / di qualcuno /
che non c’è".
Per prima cosa ho pensato al silenzio. Quello che si ottiene via via, escludendo prima i rumori, poi il superfluo. Il silenzio dentro il quale si può cominciare ad ascoltare davvero. A me pare sia questo lo spazio della poesia, una finestra sulla quale affacciarsi e capire ciò che esiste prima –  e poi – oltre le parole. Ecco perché contano il silenzio e la sottrazione. È importante il nascondimento, una sorta di occultamento di verità, per poterla successivamente meglio mostrare. Voce interrotta, il nuovo libro di Mauro Germani è un racconto dalle rovine del mondo, ma non è un racconto da “tutto è perduto”, perché è poetico. Germani rende bella la nostalgia e più sopportabile il dolore di questo tempo. Se quello che è importante (o che è stato importante) esiste solo come memoria, vive nei ricordi, cosa rimane oggi? La strada su cui camminiamo è ancora un sentiero o già non lo è più? Ecco perché la voce si abbassa, perché la scrittura si cancella ma non scompare, cerca solo una nuova forza, un nuovo punto di osservazione, più consapevole di ciò che si è perduto, ma mai rassegnato.
 
 
Recensione di Ludovico Berra (International Foundation Erich Fromm)

Il  lavoro  di  Giorgio  Risari  possiede  un doppio  valore:  quello  di rappresentare la prima opera in Italia che sintetizza il pensiero del filosofo tedesco e l’evidenziare il ruolo che la filosofia può avere per Fromm nelle scienze psicologiche.
Il  volume  qui  presentato  vuole  essere  quindi  un  momento  di  sintesi  e  di ripresa del pensiero di un filosofo e psicoanalista forse fino ad oggi sottovalutato, e non abbastanza studiato, che trova nel gruppo di ricerca che Giorgio Risari conduce all'interno dell'Istituto di Formazione e Ricerca in Filosofia, Psicologia e Psichiatria, il luogo ideale e vitale di confronto sugli innumerevoli spunti che Fromm ha voluto lasciarci.

 

 Il genosociogramma propone al lettore una nuova modalità di interpretazione del proprio vissuto. A partire dalle generazioni dei nonni, proseguendo con quella dei genitori, ripercorre le varie fasi di sviluppo dell'individuo, dalla nascita all'età adulta. Il genosociogramma non è un lavoro psicoterapeutico. In realtà fa emergere, attraverso differenti fasi, gli aspetti nodali non ancora superati o interpretati dal soggetto, evidenziando le risorse individuali che consentiranno un nuovo e diverso collocamento di tali aspetti e una più produttiva interpretazione.


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